Settembre, tempo di vendemmia: i proverbi dedicati al vino

 

Settembre è il mese della vendemmia: un rito collettivo che affonda le radici nella notte dei tempi. E definirla “rito” è significativo. Durante la vendemmia, nelle zone rurali, famiglie e vicinati si riunivano per condividere gioie e fatiche di un evento che rappresentava una vera e propria festa comunitaria. Canti, stornelli e momenti conviviali ammantavano di spensieratezza questo lavoro corale, rendendo Settembre uno dei mesi più attesi dell’anno. La vendemmia è il primo step del processo di produzione del vino: pensiamo solo alla valenza che il “nettare degli dei” assumeva per la cultura agreste. Il vino era il fulcro della vita sociale, ma anche economica e spirituale. Patti da stringere, matrimoni da combinare, baratti, riappacificazioni, collaborazioni lavorative: tutto ruotava attorno a un calice di vino. Il vino regalava istanti di ebbrezza, favoriva la convivialità. Rilassava dopo le  lunghe ore di lavoro nei campi, ma dava anche la forza per affrontarle. Il vino aveva funzioni terapeutiche; lo si usava per combattere i malanni da raffreddamento, come ricostituente e disinfettante. Non bisogna trascurare, poi, la sua aura sacrale: prima ancora di diventare l’elemento portante della liturgia cristiana, il vino era associato agli antichi culti pagani di Bacco e Dioniso. Definito “sanguis terrae”, sangue della terra, simboleggiava la fine dell’annata agraria; gli agricoltori erano soliti portarlo come offerta sull’altare in segno di gratitudine per il buon raccolto. Ma cosa dicono i proverbi popolari di questa bevanda? Generalmente, ne tessono le lodi. E non sorprende…

 

 

Buon vino fa buon sangue.

 

 

Il vino non è buono se non rallegra l’uomo.

 

 

Vino di fiasco la sera buono e la mattina guasto.

 

 

Non ti mettere in cammino, se la bocca non sa di vino.

 

 

A chi non piace il vino, il Signore faccia mancar l’acqua.

 

 

Amicizia stretta dal vino non dura da sera a mattino.

 

 

Quando il vino rende lieti, se ne fuggono i segreti.

 

 

Quando la barba fa bianchino, lascia la donna e tienti il vino.

 

 

L’acqua fa male e il vino fa cantare.

 

 

Buon vino fa buon sangue.

 

 

Pane fa panza, vino fa danza.

 

 

Se vuoi che vengan bene i lavori, acqua ai mattoni e vino ai muratori.

 

 

Il vino è mezzo vitto.

 

 

Chi beve vino prima della minestra vede il medico dalla finestra.

 

 

Bevi il vino e lascia andar l’acqua al mulino.

 

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Che nome scegliere per un neonato? Ecco i più gettonati del 2026

 

Le statistiche parlano chiaro: in Italia, ogni anno, si fanno sempre meno figli. Il calo demografico registra numeri allarmanti. Nel 2025, ad esempio, sono nati 355.000 bambini, un valore mai riscontrato dal secondo dopoguerra in poi. E nel 2026? La situazione pare che vada nettamente peggiorando: a Giugno, le nuove nascite risultavano scese dell’0.8% rispetto all’anno prima. Secondo i report sulla natalità, l’Italia, con una media di 1,14 figli per famiglia, si posiziona agli ultimi posti delle classifiche europee. Eppure, in passato, la prole numerosa era una caratteristica prettamente italiana: nel 1961, si contavano oltre un milione di famiglie con quattro figli. Ma quali cause hanno determinato questa inversione di tendenza? In base a un rapporto di Vatican News, il 62% degli italiani rinuncia ai figli essenzialmente per motivi economici, professionali e sociali. Crescere un figlio, in poche parole, costa; specie in un’epoca come quella odierna, dove ai nuovi nati si garantiscono tutti gli agi e le comodità. Chi però i figli decide di averli, ed  è ben contento di non privarsi delle gioie della genitorialità, si trova ad affrontare una serie di esperienze che lasceranno un ricordo indelebile negli anni a venire. Un esempio? La scelta del nome del bimbo o della bimba.

 

 

Eh già. Perchè quando un bambino viene al mondo, una delle prime cose a cui pensiamo è come lo chiameremo. E al di là del mero gusto personale, i nomi in voga in una data epoca rappresentano un fenomeno di costume che raccontano molto della nostra società. Esistono, ve ne sarete accorti anche voi, dei nomi di tendenza che vengono scelti più degli altri. Li registra il Conta Nomi Istat, che ogni anno svolge un’indagine sui nomi più diffusi. L’ultimo report vede prevalere nomi come Leonardo, al primo posto, seguito da Edoardo, Tommaso e Mattia tra i primi cinque. Per le bambine, invece, Sofia ottiene il primato assoluto. Dal secondo posto in poi abbiamo Aurora, Ginevra, Vittoria e Giulia, un evergreen. Cosa rispecchiano questi nomi? Innanzitutto, scelte all’insegna dell’eleganza e del classico che torna, soppiantando le stravaganze di un passato non troppo lontano.

 

 

In un articolo apparso su Vanity Fair, il linguista Enzo Caffarelli ha fornito la sua interpretazione sull’impennata di quei nomi. Perchè Sofia, ad esempio, risulta gettonatissimo non solo in Italia, ma in tutto il mondo occidentale: è un nome regale, che rimanda al greco “sapienza”, e ha il fascino delle radici antiche.  Non è un caso, d’altronde, che Ginevra sia un nome in continua ascesa, complice il riferimento alla leggendaria regina di Camelot del ciclo arturiano. Anche Aurora, con un background mitologico altrettanto potente (era la dea dell’alba degli antichi romani) e un link fiabesco alla principessa de “La bella addormentata” di Perrault, rimane ai primi posti nella classifica del 2026, come d’altronde il nome Alice. Ciò che colpisce è il ritorno di nomi squisitamente tradizionali, associati a reminiscenze storiche e letterarie: è il caso di Beatrice, Matilde, Vittoria, e, per i maschietti, Leonardo, Edoardo, Federico, Tommaso, Alessandro, ma anche, a sorpresa, Enea, Achille, Ascanio, Cesare e Adriano, tutti nomi ancorati alla classicità.

 

 

Un nome in gran tendenza è Mattia, sempre più scelto, mentre per le bambine Viola è in forte crescita. E accanto a Viola, come scrive Vanity Fair, un drappello di nomi ispirato ai colori avanza ininterrottamente:  Azzurra, Celeste, Bianca, Giada, Verde…Poi ci sono gli exploit, nomi che in poco tempo fanno “boom”: è il caso di Noah, oggi popolarissimo anche in America, o di Andrea, nella sua nuova versione unisex. Con una sentenza della Corte di Cassazione, infatti, nel 2012 è stato sancito il genere neutro del nome Andrea, che al femminile sta andando per la maggiore.

 

 

Ma cosa indicano, esattamente, le guide esperte in materia? Innanzitutto, di armonizzare il nome del bambino con il cognome. Una buona combinazione è essenziale: meglio evitare rime o giochi di parole. Molto importante è anche pronunciare il nome scelto per diversi giorni: è vero amore o solo infatuazione? Il suo fascino resiste alla realtà concreta? Il nome giusto non andrebbe valutato in base alle mode, sempre passeggere, ma deciso con il cuore. E rispetto all’usanza di perpetuare il nome degli antenati, tutto dipende dalle scelte personali: omaggiarli con il secondo nome è lecito e non spezza la tradizione.

 

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“La luna di settembre”, una poesia di Sandro Penna

 

La luna di settembre su la buia
valle addormenta ai contadini il canto.

Una cadenza insiste: quasi lento
respiro di animale, nel silenzio,
salpa la valle se la luna sale.

Altro respira qui, dolce animale
anch’egli silenzioso. Ma un tumulto
di vita in me ripete antica vita.

Più vivo di così non sarò mai.

(da “Poesie”, a cura di Roberto Deidier, Milano, Mondadori, collana Oscar Moderni, 2019)

 

Il fico: virtù e benefici del frutto-simbolo della transizione stagionale

 

I fichi e l’autunno sono un binomio inscindibile. Sarà che maturano tra Agosto e Settembre, diventando il frutto-simbolo della transizione stagionale, ma quel che è certo è che non mancano mai sulle nostre tavole. Noi italiani li amiamo in modo particolare, anche perchè il ficus carica, appartenente alla famiglia delle Moraceae, è una pianta tipica delle aree mediterranee. La consistenza morbida del frutto, la  buccia vellutata, la polpa succosa, rendono il fico altamente invitante. Il vero frutto, in realtà, sarebbe costituito dagli acheni, elementi ovoidali succolenti zuccherini racchiusi nell’involucro blu-violaceo detto siconio. La principale caratteristica di quello che chiamiamo fico è la dolcezza: quando è fresco, infatti, contiene zucchero naturale in abbondanza, circa 16 grammi ogni 100. Ma il fico è anche un frutto estremamente benefico, ricco di proprietà nutrizionali. Per questo non può mai mancare tra i nostri pasti del giorno.

 

 

Innanzitutto abbonda di pectina, una fibra solubile naturale reputata un vero e proprio toccasana per la flora batterica intestinale: funge da probiotico e regola l’intestino mantenendo sotto controllo il colesterolo e la glicemia. Inoltre, rallentando lo svuotamento dello stomaco, contribuisce a prolungare il senso di sazietà.

 

 

Il fico è anche ricco di minerali. Il fosforo, il calcio e il magnesio sono salutari per le ossa e i denti, mentre il potassio, in sinergia con il magnesio, regolarizza i valori della pressione sanguigna risultando efficace per l’apparato cardiocircolatorio. Potassio e magnesio hanno la proprietà di ridurre i livelli di colesterolo LDL, comunemente noto come “colesterolo cattivo”, e dei trigliceridi. Il ferro, lo zinco e il rame, dei micronutrienti essenziali, supportano il sistema immunitario, favoriscono la produzione di emoglobina e scongiurano lo stress ossidativo; in più, sono straordinari per il benessere della pelle e dei capelli.

 

 

I carotenoidi, i polifenoli e la vitamina C sono presenti nel fico in quantità elevate: ciò lo rende un’autentica miniera di antiossidanti e gli conferisce delle spiccate virtù antinfiammatorie.

 

 

Nonostante i benefici apportati dal consumo di fichi, conviene non  esagerare: meglio non mangiarne più di quattro al giorno, possibilmente freschi perchè, rispetto a quelli secchi, contengono meno calorie. Gli effetti collaterali causati da una scorpacciata di fichi vanno dai problemi intestinali (gas in eccesso, feci acquose, disidratazione) ai picchi glicemici provocati dalle quantità abbondanti di zuccheri e calorie. Gli ossalati contenuti nei fichi, inoltre, sono a rischio calcoli renali. Ma attenzione, sto parlando soltanto di un consumo smodato di questi frutti. Piuttosto, imparate a gustarli nel modo migliore: ad esempio abbinando i fichi al formaggio, creando un delizioso contrasto di sapori. I formaggi migliori a cui accompagnarli sono il caprino, la ricotta, il pecorino, il parmigiano, il gorgonzola, il brie e diversi tipi di formaggi spalmabili.

 

Foto: Anita Austvika per Unsplash

 

Le Frasi

 

” I pesci rossi sono come petali di rosa che volteggiano aprendo la bocca sfiorano il fondo e poi volano con un soffio raggiungendo le costellazioni brillanti.”

(Isabella Santacroce)

 

Canto della strada aperta

 

A piedi e con il cuore leggero mi avvio per la strada aperta, 
In salute, libero, il mondo davanti a me.
Il lungo sentiero di terra mi porterà dovunque io decida. 
Non chiedo la buona sorte, io sono la buona fortuna, 
Quindi non mi lamento, né indugio oltre; 
Non ho bisogno di nulla. 
Finite sono le beghe casalinghe, le critiche querule, i libri stantii. 
Forte ed autosufficiente 
io viaggio per la strada aperta. 
La terra – essa mi basta. 
Non voglio che le costellazioni si avvicinino; stanno bene dove sono. 
Nella strada la prova della saggezza,  
Che non può essere valutata nelle scuole, o passata dall’uno all’altro. 
La saggezza è dell’anima; ha in sé la sua validazione. 
È la certezza della realtà e dell’immortalità delle cose: È l’eccellenza. 
È qualcosa nella sfumata visione del mondo 
Che è spinto fuori dall’anima. 
Dove sarà colui che farà cadere il velo per te e per me? 
Lungo i sentieri ed i pratoni aperti del mondo 
In ogni momento 
sceglierò il vivere alla vita.

(Walt Whitman, da “Foglie d’erba”, a cura di Mario Corona, Milano, Mondadori, 2017)

 

 

La giacca marrone

 

“Anche se non fa parte dei colori dello spettro il marrone, è presente fenomenicamente, sta tra il giallo e il rosso, ma va in un’altra direzione, una direzione che oscura il giallo, lo «materializza», lo rende un vero e proprio colore che ha un’autonoma energia luminosa, lo rende il più caldo dei colori, come velato e racchiuso in sé, in una statica condizione di sicurezza e di riparo: è il colore delle vesti dei monaci, della Madre terra, del legno percorso dalla linfa, delle gemme che proteggono il fiore.”

(Hedwig Conrad-Martius)

Marrone colore di Settembre, marrone colore di tendenza dell’autunno 2026. Ne parleremo in abbondanza, qui su MyVALIUM. Intanto cominciamo a tirar fuori la giacca, naturalmente marrone, da indossare quando le mattine torneranno ad essere frizzanti e le sere tendenti al freddo: un capo senza tempo, un basic versatile e perfetto per un’innumerevole varietà di stili. Quella che ho scelto è essenziale, leggermente sagomata, in morbido velluto. Anche il velluto si prepara a fare la sua rentrée tra i protagonisti della moda autunnale: avvolgente, raffinato e carezzevole, è il tessuto che ci coccolerà con i primi rigori della nuova stagione, impedendoci di rimpiangere le torride giornate estive.

 

Foto: Roberta Sant’Anna via Unsplash

 

Atmosfere di Settembre

 

Con l’arrivo di Settembre, la natura cambia ritmo e si veste di sfumature calde e avvolgenti. I boschi si fanno silenziosi, la luce dorata trasforma ogni dettaglio in poesia. C’è un nuovo senso di quiete, nell’aria. Le foglie, con la perdita della clorofilla, cominciano a tingersi di rosso, giallo, arancio e marrone. Le bacche proliferano e i grappoli dell’uva, con i loro acini succosi, diventano i protagonisti principali. Il sole tramonta prima giorno dopo giorno, pervadendo il cielo di cromie sempre più intense. In questa photostory ho voluto raccogliere una selezione di scatti e still life pre-autunnali, tutti realizzati dal fotografo Anthony Ievlev, che racchiudono l’essenza e le atmosfere di un mese speciale. Mettetevi comodi e lasciatevi ispirare da questo viaggio visivo.

 

Foto: Anthony Ievlev via Unsplash