Ferragosto, il tema della settimana

 

Inizia il weekend più rovente dell’anno: oggi, milioni di italiani diranno “bye-bye” alla routine quotidiana per imbarcarsi verso i lidi vacanzieri. Ma non ritorneranno, come d’abitudine, domenica sera. Lunedì, infatti, comincerà il periodo delle ferie per eccellenza: la settimana di Ferragosto. Siamo entrati nel cuore dell’estate, il 15 Agosto la stagione calda raggiungerà il suo apice. Le città si preparano a svuotarsi, ma, si spera, a riempirsi di turisti. Il cartello “Chiuso per Ferie” stazionerà in bella vista sulle vetrine di molti negozi. Il caldo, secondo le previsioni meteo, raddoppierà: l’ennesima fiammata dell’anticiclone africano provocherà un ulteriore innalzamento delle temperature, che potranno oltrepassare i 40 gradi. Si preannuncia un Ferragosto più bollente che mai; perciò, se vi accingete a partire, cercate di scegliere delle mete sufficientemente fresche. Il caos di questi giorni, associato al grande esodo estivo, è una delle principali minacce al nostro desiderio di relax. Sulle strade ed autostrade il traffico sarà intenso, si prevede un weekend da bollino nero. Le spiagge, soprattutto quelle più frequentate, registreranno il tutto esaurito. Le infuocate ondate di calore e (probabilmente) i ricordi traumatici delle restrizioni agli spostamenti causate dal Covid, hanno favorito un autentico boom di prenotazioni: prepariamo le valige e godiamoci le meritate vacanze, ma approfittiamo di questo periodo per rigenerarci e staccare la spina davvero. Magari, rifuggendo dalla calca e della troppa confusione. Senza dimenticare, poi, di  infilare in valigia un buon libro: ci accompagnerà nelle ore passate a rosolarci sotto il sole creando l’ideale equilibrio tra il relax e il divertimento più sfrenato. Avevate già intuito che sarà proprio Ferragosto il nuovo tema della settimana?

 

Ritratti Africani

 

L’Africa ti cambia per sempre, come nessun altro posto sulla terra. Una volta che sei stato lì, non sarai più lo stesso. Ma come descrivere la sua magia a qualcuno che non l’ha mai provata? Come spiegare il fascino di questo continente vasto e polveroso, le cui strade più antiche non sono altro che i sentieri degli elefanti? Potrebbe essere perché l’Africa è il luogo di tutti i nostri inizi, la culla dell’umanità, dove la nostra specie si è messa a camminare in posizione verticale per la prima volta nelle savane molto tempo fa?

(Brian Jackmann)

 

Viaggio in Africa, il luogo da cui proviene l’anticiclone Caronte. Colori, suoni, profumi indescrivibili, una natura sconvolgente che si staglia contro un cielo sterminato: il terzo continente al mondo in quanto a vastità ci travolge in un vortice di emozioni. Tant’è che è stata coniata un’espressione, “mal d’Africa”, per descrivere la nostalgia che si impossessa di chi l’ha visitato e ne è rimasto catturato a tal punto da volerci a tutti i costi ritornare. In questo viaggio nei molteplici paesaggi africani – dal deserto alla savana, dalle montagne alla foresta pluviale – ci accompagnerà una serie di giovani ritratti nella loro realtà tribale: per immergerci nel mondo affascinante del folklore, della cultura, dei costumi e delle tradizioni di un continente complesso, ma ricco di un fascino che elargisce a piene mani.

 

Foto via Pexels

 

Caronte: perchè si chiama così e chi era il terribile traghettatore degli Inferi

 

Caronte: ma chi ha dato, e perchè, questo nome all’anticiclone africano più torrido di sempre? La tradizione di affibbiare determinati nomi ai fenomeni atmosferici, in Europa, ha avuto inizio negli anni Cinquanta all’Istituto di Metereologia dell’Università di Berlino. Nel 1954 fu compilata una lista di dieci nomi di persona da assegnare ai principali eventi meteo; curiosamente, le aree di alta pressione atmosferica (associate al bel tempo) vennero denominate con nomi maschili, mentre quelle di bassa pressione (associate al cattivo tempo) con nomi femminili. Ciò provocò malcontento, in particolare tra le femministe, pochè una simile prassi fu considerata discriminatoria in base al genere. Negli anni Novanta si stabilì quindi che, annualmente, si sarebbero alternati nomi maschili e femminili in ordine alfabetico a prescindere dal fenomeno atmosferico. In conclusione, a battezzare gli eventi metereologici nel Vecchio Continente è l’Istituto berlinese da 70 anni a questa parte. Vale ora la pena di ricordare chi fosse Caronte.

 

Caronte in un’incisione di Gustave Doré, che illustrò la “Divina Commedia” (1861-1868)

Caronte è una figura che ritroviamo sia nella mitologia greca che romana: si occupava di traghettare le anime dal mondo dei vivi all’Ade, il regno dei Morti, attraverso il fiume Stige (come riporta Virgilio nell’Eneide) o Acheronte (come riporta Dante nella Divina Commedia). Caronte, però, svolgeva le proprie mansioni solo a beneficio di chi era stato seppellito con una cerimonia funebre oppure era in grado di pagargli un obolo per il viaggio. Tutti coloro che erano privi di questi requisiti venivano condannati a errare nel Limbo, un bosco spettrale ammantato di nebbia, per l’eternità. Se le anime in questione, invece, potevano permettersi di salire sull’imbarcazione di Caronte, venivano traghettate da una sponda all’altra del fiume Acheronte. Il traghettatore infernale viene descritto da Dante come un uomo spaventoso: un vecchio con barba e capelli lunghi e candidi accompagnati da occhi cerchiati di fuoco. Non a caso Caronte è il figlio di Erebo, la personificazione dell’oscurità degli Inferi, e di Notte, la personificazione della notte della Terra. L’obolo, il pedaggio da pagare per la traghettatura, è un dettaglio molto importante. Sia nell’antica Grecia che nell’antica Roma, infatti, vigeva l’usanza di seppellire i cadaveri con una moneta sotto la lingua o due monete sugli occhi: per evitare che i defunti vagassero nell’Ade come anime in pena, i loro familiari li dotavano dell’obolo da versare a Caronte. In Grecia, questa tradizione è stata abolita solo in tempi recenti. Il demoniaco traghettatore dell’Ade, tuttavia, non ha trasportato sull’altra sponda del fiume soltanto morti; tra i vivi saliti sulla sua barca figurano personaggi mitologici del calibro di Enea, Persefone, Teseo, Ercole, Orfeo, Psyche. L’elenco si allunga, in seguito, con San Paolo e Dante Alighieri.

 

Caronte in un dipinto di Joachim Patinir (1520-1524 circa) conservato nel Museo del Prado

Caronte appare in due pietre miliari della letteratura quali l’Eneide di Virgilio e la Divina Commedia di Dante Alighieri, dove entra in scena nel Canto III dell’Inferno. Anche il commediografo greco Aristofane, intorno al V secolo a.C., lo incluse nella sua pièce Le Rane, facendogli fare una breve comparsa. Se Caronte è una figura mitologica, i Caronti sono realmente esistiti.  Ma chi erano, esattamente? Nell’antica Roma, veniva chiamato Caronte colui che dava il colpo di grazia al gladiatore in fin di vita che aveva perso il combattimento. Il Caronte aveva un aspetto inquietante: celava il volto con una maschera che raffigurava il suo omonimo mitologico, e per portare a termine il suo compito si serviva di una mazza. Dopo essersi accertato che il gladiatore avesse esalato l’ultimo respiro, il Caronte caricava il suo corpo su un carro e lo trasportava nel cosiddetto “spoliarum”. In questa macabra stanza dell’anfiteatro, il gladiatore veniva spogliato  e i Caronti procedevano a impossessarsi del suo sangue. Costoro, infatti, avevano una sorta di seconda attività: vendevano il sangue dei gladiatori, reputato un potente amuleto e un antidoto a mali come l’astenia e la mancanza di virilità. Nella vita quotidiana, per rendere ancora più lugubre la loro figura, i Caronti usavano tingersi la pelle di verdognolo per rievocare la caratteristica tonalità della decomposizione cadaverica. Ma non voglio concludere questo articolo con racconti così funerei. Passiamo allora al motivo per cui l’anticiclone africano è stato battezzato con il nome del terribile nocchiero degli Inferi. La ragione è molto semplice: al Caronte sub-tropicale spetta il compito di “traghettarci” nelle infuocate estati del cambiamento climatico.

Immagini di Caronte: Public Domain via Wikimedia Commons

 

Come difendersi da Caronte in 5+1 step

 

Non è possibile affrontare un tema come quello di Caronte senza partire con qualche dritta per difendersi dal caldo record. Perchè il calore, quando è eccessivo, sottopone l’organismo a un forte stress: una condizione che riguarda non solo le categorie più vulnerabili (anziani, persone affette da determinate patologie, donne in stato di gravidanza, bambini), bensì ognuno di noi. Stiamo parlando di temperature che in molte zone sfiorano i 40°C, e non è poco. Cosa possiamo fare, allora, per proteggerci dal rovente anticiclone africano? Ecco qualche spunto.

 

1. Bevete molta acqua

 

I medici consigliano di bere circa due litri d’acqua al giorno. L’acqua combatte la disidratazione e regola la temperatura del corpo, fa sì che non si surriscaldi. Con l’afa imperante, reintrodurre i liquidi persi attraverso il sudore è essenziale, ma senza esagerare: l’acqua è contenuta in molti alimenti che fanno parte della nostra dieta. Nei giorni da bollino rosso, bisognerebbe bere anche quando non si avverte lo stimolo della sete. Portate sempre con voi la classica bottiglietta da mezzo litro per poter bere ovunque e ogni volta che potete. Bandite invece gli alcolici: l’alcol disidrata e dilata i vasi sanguigni. Sono proibite anche le bevande fredde o peggio ancora (pena lo shock termico) con abbondante ghiaccio.

 

2. Non uscite nelle ore più calde

 

Se potete, evitate di darvi in pasto all’afa tra le 11 e le 18;  lo stesso discorso vale, naturalmente, anche per chi pratica attività fisica. Finestre e persiane, per proteggervi dal caldo, andrebbero tenute chiuse più o meno negli stessi orari. Spalancatele dal tramonto in poi, quando il sole sparisce sotto l’orizzonte, per arieggiare la casa e creare un po’ di corrente. Se utilizzate ventilatori o condizionatori, fate attenzione a non puntarvi addosso il loro getto d’aria fredda; l’aria condizionata, poi, non dovrebbe mai essere gelida per impedire sbalzi di temperatura che metterebbero la salute a rischio.

 

3. Indossate solo tessuti naturali

 

Privilegiate abiti in tessuti naturali quali il lino e il cotone, sono traspiranti e mantengono fresco il corpo. I colori ideali? Il bianco, che non assorbe i raggi solari, e in generale tutte le nuance chiare o pastello. Scegliete un abbigliamento comodo: no ai capi attillati che amplificano la percezione del calore.

 

 

4. Scoprite i piedi

 

Anche se sono di tendenza, cercate di lasciare i camperos e le sneaker nella scarpiera: sostituiteli con un paio di sandali, avvertirete subito una sensazione di freschezza e ripristinerete il contatto con il suolo che ci permette di avere la stagione estiva.

 

5. Curate l’alimentazione

 

Optate per cibi digeribili, non troppo elaborati, per non affaticare l’organismo: quelli che si digeriscono con difficoltà richiedono un surplus di acqua, il che sarebbe a rischio disidratazione interna. La frutta è un vero e proprio must, insieme alla verdura; entrambe sono ricche di acqua, sali minerali e vitamine. La frutta estiva, in particolare, può essere considerata una miniera di benessere. Le pesche e le albicocche contengono meno zucchero degli altri frutti, mentre il melone e l’anguria ci fanno fare scorta di liquidi. Le banane, pur non essendo tipiche della stagione calda (ma provengono da paesi tropicali) contengono potassio in quantità, un minerale che si rivela prezioso durante i mesi più torridi.

 

6. Refrigeratevi con un bel bagno in mare

 

Evitate l’acqua fredda per non incorrere in uno shock termico, ma immergetevi in mare più che potete: è rigenerante e dona un irresistibile senso di refrigerio. E non è finita qui. Un bagno in mare potenzia il sistema immunitario, stimola le endorfine, ottimizza la circolazione sanguigna, svolge un’azione tonificante sui muscoli, è un toccasana per la pelle e permette di perdere qualche chilo di troppo. Per combattere Caronte, sembra proprio l’arma ideale!

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Caronte

 

E’ arrivato Caronte, l’anticiclone africano più bollente dell’estate, e le temperature sono già da bollino rosso. L’ondata di calore ha cominciato a invadere l’Europa proprio ieri; partendo dai paesi sud-orientali, avanzerà fino a coinvolgere buona parte del Vecchio Continente. In Italia, quest’area di alta pressione di origine sub-tropicale sta spadroneggiando da Nord a Sud: predomina un caldo intenso che oltrepassa di gran lunga le medie stagionali. L’umidità eccezionale che lo accompagna potenzia la percezione del calore ulteriormente: l’afa regna sovrana, apportando effetti alquanto nocivi per l’organismo. Le previsioni meteo, inoltre, non lasciano ben sperare. Pare che dovremo sopportare Caronte almeno fino alla fine del mese, con temperature che raggiungeranno picchi di oltre 40 gradi su molte zone d’Italia. Le regioni maggiormente interessate da questa massa d’aria rovente saranno le isole: in Sicilia si sfioreranno i 42-43°C, in Sardegna i 41°C. A dire dei metereologi, comunque, la situazione non varierà troppo nelle rimanenti regioni; sia al Centro, che al Nord e al Sud i valori medi oscilleranno tra i 36 e i 40°C. E potremo difficilmente contare su un po’ di refrigerio notturno, dato che Caronte è anche sinonimo di notti tropicali. Ma dov’è che l’afa colpirà di più? Certamente, nelle aree urbane a causa del fenomeno detto “isola di calore”: la minore presenza degli alberi (secondo uno studio, le piante riducono il calore di circa cinque gradi), gli edifici, l’inquinamento atmosferico, la CO2 generata dalle attività umane e la conformazione stessa della città contribuiscono a trattenere la cappa di caldo. In campagna, dove tutti quei fattori non sussistono, il disagio dovuto al calore si avverte meno intensamente. Dato che l’escalation delle temperature non concederà tregua, cerchiamo di proteggerci dal caldo estremo e dalle sue conseguenze. Ne parleremo nei post  dei prossimi giorni, dal momento che Caronte, oltre che ad essere un anticiclone sub-tropicale, sarà il tema della settimana.

 

Luglio

 

Luglio è un appuntamento al buio con l’estate.

(Hal Borland)
Arriva Luglio, e l’Estate ci travolge con una folata d’aria calda. Anzi, bollente, dal momento che l’anticiclone africano è ritornato in tutta la sua arsura. Il settimo mese dell’anno nel calendario gregoriano inizia oggi, ma a giudicare dalle temperature sembra già Ferragosto. Luglio è composto da trentun giorni ed è il primo mese completamente estivo. Il suo nome latino era Iulius, derivante da Giulio Cesare (presumibilmente nato il 13 Luglio), poichè Marco Antonio lo aveva dedicato al grande politico, oratore, autore e generale della Roma antica. Prima di allora Luglio veniva chiamato Quintilis, ovvero “cinque”, nel calendario romano: iniziando l’anno a Marzo, era il quinto mese. A Luglio, l’Estate esplode in tutto il suo fulgore. Ci si proietta mentalmente verso le vacanze, iniziano i weekend in riviera. Secondo la tendenza attuale, anzi, molti vanno in ferie proprio ora: il caos ferragostano nelle mete turistiche e i costi sempre più proibitivi di quel periodo spronano a optare per le vacanze anticipate una gran quantità di persone. In agricoltura è il momento delle semine di ortaggi tipicamente autunnali come i porri, il radicchio,i finocchi, i cavoli e così via; fino a non troppi anni fa, nei campi si bruciavano le stoppie, e quell’ odore inconfondibile era una costante delle notti estive. Oggi, per contrastare il rischio degli incendi boschivi, in molte regioni italiane la bruciatura è consentita soltanto da Ottobre a Maggio. Tra le ricorrenze principali del mese di Luglio troviamo il Giorno dell’ Indipendenza degli Stati Uniti d’America, che nel paese a stelle e strisce si festeggia il 4 Luglio, mentre il 14 Luglio, in Francia, ricorre l’ anniversario della presa della Bastiglia. Tornando in Italia, il 22 Luglio si celebra la festa di Santa Maria Maddalena: si deve a Papa Francesco l’aver elevato a festa quella che, fino al 2016, era una memoria. I segni zodiacali di Luglio sono il Cancro e il Leone, il colore del mese è il giallo, la pietra preziosa è il rubino: fu scoperto dagli indiani nel 3000 a.C. nelle miniere del Mogok e viene considerato il “re delle pietre”. Di un colore rosso intenso, il rubino è tradizionalmente una gemma di buon auspicio; indossandolo sulla mano sinistra, inoltre, si diceva che avesse avuto la facoltà di far vivere in armonia con i propri nemici.
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Le ondate di sabbia del Sahara: cause e rischi

 

“Piove” di nuovo sabbia sulle nostre strade: un fitto pulviscolo proveniente dal deserto del Sahara ricopre le auto, l’asfalto, i mezzi a due ruote. A volte la polvere rossa è individuabile mentre aleggia nell’aria; altre volte è impercettibile, distinguibile solo quando si posa sulle superfici. Più spesso, però, è ben visibile nel cielo, che tinge di un colore giallo-arancio. In questi giorni, l’ondata di sabbia sahariana sta invadendo l’Italia, la Francia e diversi paesi dell’Europa centrale. Poi proseguirà in direzione Sud-Est e nell’area del Mediterraneo Orientale. Si tratta di un fenomeno direttamente associato all’anticiclone africano, che ha ormai definitivamente soppiantato l’anticiclone delle Azzorre, quello che contraddistingueva le estati miti (e non bollenti) degli anni scorsi. L’asse inclinato dell’area di alta pressione, combinato con gli sferzanti venti che giungono da Sud, determina lo spostamento del pulviscolo sahariano e la sua traiettoria; in Italia è arrivato mercoledì e fino a venerdì si è abbattuto sul Centro-Nord, mentre nel weekend si dirigerà verso Sud.

 

 

Ma quali rischi comporta, per la salute, un simile avvenimento? Come cambia la qualità dell’aria, quando si impregna di sabbia del Sahara? Secondo Alessandro Miani, presidente della Sima (Società Italiana di Medicina Ambientale), non si tratta di sabbia bensì di polveri sottili depositatesi sul più grande deserto del globo. Al contrario della sabbia, infatti, queste polveri possono volare con il vento e percorrere lunghissime distanze: pare che ogni anno se ne librino nell’aria 180 milioni di tonnellate. Il pericolo è rappresentato dai metalli pesanti presenti internamente alle polveri, e al mix che si origina quando vengono a contatto con gli inquinanti atmosferici: inalando questa miscela di sostanze, soggetti a rischio come chi è affetto da patologie respiratorie, anziani, bambini e cardiopatici, potrebbero risentirne. Sarebbe quindi opportuno esporsi il meno possibile alle polveri provenienti dal Sahara.

 

 

In base a uno studio dell’Università di Lancaster, la sabbia del deserto nordafricano si presenta di colore rosso in quanto è ricca di ossidi di ferro, la cui principale caratteristica è l’essere magnetici. In particolare l’ossido di ferro (III), che veniva utilizzato in tutti i supporti adibiti alla registrazione. A monte delle ondate di sabbia sahariana, comunque, è pressochè certo che ci siano il riscaldamento globale e i fenomeni atmosferici ad esso collegati. In parole povere, anche l’arrivo della sabbia del deserto sarebbe una delle nefaste conseguenze dei cambiamenti climatici. E’ questo il motivo per cui il CAMS (Copernicus Atmosphere Monitoring Service) sta monitorando costantemente l’atmosfera allo scopo di rilevare le variazioni nella qualità dell’aria rispetto a un fenomeno ormai sempre più frequente.

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Un’estate rovente

 

L’ anticiclone africano è in arrivo: tra pochi giorni le temperature raggiungeranno i picchi massimi e il caldo diventerà rovente. L’ondata di calore più potente dell’ estate si accinge a invadere l’Italia, ma non ha alcuna intenzione di abbandonarla presto. Secondo le previsioni meteo, infatti, durerà fino alla fine di questo mese. Avremo massime che oltrepasseranno i 33 gradi e un’afa costante. Da oggi, l’estate infuocata di VALIUM inizia ufficialmente: preparatevi ad affrontare la stagione più bollente dell’ anno con il mio blog insonne. Giorno dopo giorno ci addentreremo insieme in luoghi, atmosfere e argomenti sorprendenti, tutti immancabilmente sotto il segno del sole – ma anche della luna – che regnano nel cielo di Luglio e Agosto. Appuntamento a domani, dunque…e com’è ovvio stay tuned, continuate a seguirmi!

 

 

Acqua

 

In una goccia d’acqua si trovano tutti i segreti degli oceani.
(Khalil Gibran)

Temperature bollenti, afa, un caldo torrido a ogni ora del giorno e della notte: Caronte, l’ anticiclone africano proveniente dal Sahara, sta opprimendo l’ Italia con continue ondate di calore. E quando le massime sfiorano i 40 gradi, l’ estate perde tutta la sua magia. Non c’è niente di meglio dell’ acqua, per ripristinare l’ euforia tipica della stagione del Sole. Acqua fresca, limpida e in enormi quantità. Può essere l’acqua del mare, di un fiume, di un lago. L’acqua che sgorga da una cascata o da una sorgente. L’ importante è che ci rinfreschi, che ci dia sollievo. Che ci immerga in uno pseudo liquido amniotico rigenerante. La nuova photostory di VALIUM nasce all’ insegna di quel richiamo primordiale, una fascinazione atavica che rimanda al primissimo habitat della vita umana.