Tre haiku sui fiori di ciliegio firmati da tre maestri della poesia giapponese

 

Un articolo sull’Hanami e sui sakura (rileggilo qui) è quasi d’obbligo che vada seguito da qualche haiku: questi stringati componimenti poetici affondano le loro radici nel tanka (“poesia breve”) giapponese del V secolo d.C., o più verosimilmente nella prima strofa del renga, “poesia a catena” scritta a turno da diversi autori. Gli haiku consolidarono la loro struttura nel XVII secolo,  avvalendosi di soli tre versi disposti in una sequenza di 5, 7 e 5 morae. A quell’epoca, venne riconosciuto il valore artistico di questo genere poetico. Prendendo le distanze dalla ridondanza e dalla retorica, l’haiku riesce ad evocare immagini altamente suggestive; è come se i suoi versi si cristallizzassero in un’istantanea in grado di donare grandi emozioni. La sintesi che lo contraddistingue non attenua in alcun modo il suo potere evocativo. I temi a cui si ispira sono la natura e l’alternarsi delle stagioni: mentre leggiamo un haiku “visualizziamo” la scena immortalata dal poeta, ci immergiamo nella sua atmosfera, nonostante la scarnezza delle descrizioni e i capovolgimenti semantici che spesso fanno capolino. Tra i più celebri autori di haiku è impossibile non citare Matsuo Bashō, poeta del periodo Edo o Tokugawa, Yosa Buson, Shiki Masaoka e Kobayashi Issa.

 

 

Ciliegi in fiore sul far della sera
anche quest’oggi
è diventato ieri.

(Issa Kobayashi)

 

 

Cadono i fiori di ciliegio
sugli specchi d’acqua della risaia:
stelle,
al chiarore di una notte senza luna.

(Yosa Buson)

La notte di primavera è finita.
Sui ciliegi
sorge l’alba.

(Matsuo Bashō)

Speciale Hanami: il lessico dei sakura e le date delle fioriture

 

Dell’Hanami (in giapponese “osservare i fiori”) e dei sakura (“fiori di ciliegio”), su MyVALIUM, ho già parlato molte volte. Ma dato che in Giappone, in questi giorni, la fioritura dei ciliegi raggiunge il massimo splendore, vorrei esplorare un aspetto poco conosciuto del periodo dell’anno più atteso e celebrato nel Sol Levante: il lessico dell’Hanami, ovvero le parole che i giapponesi associano al rito della contemplazione dei sakura e alla Primavera in generale. I fiori di ciliegio e la loro fioritura, in Giappone, rappresentano qualcosa di talmente straordinario che esistono oltre 70 termini dedicati ai sakura e all’Hanami. Per ragioni di spazio sarebbe impossibile citarli tutti, perciò ne riporto solo alcuni. Andiamo subito a scoprire quali.

 

 

Asazakura

Ammirare i sakura dona sensazioni inebrianti in ogni istante, ma per i giapponesi l’alba rappresenta un momento speciale: nasce un nuovo giorno, e i fiori di ciliegio, impregnati di rugiada, raggiungono l’apice della bellezza. Le gocce d’acqua che ricoprono i loro petali li fanno scintillare mentre riflettono i bagliori del sole che sorge, conferendo una bellezza non comune al sakura del mattino.

 

 

Adazakura

Con questo termine si indica la bellezza transitoria ed effimera dei sakura: il fiore di ciliegio ha vita breve, i suoi petali vengono strappati al ramo da un alito di vento e i viali si riempiono, ben presto, di tappeti composti da corolle smembrate. Per i giapponesi, tutto ciò che è fugace riveste un significato importante; di conseguenza adorano lo stato d’animo vagamente malinconico indotto da quella visione.

Hanagasumi

Viste da una certa distanza, le chiome dei ciliegi in fiore somigliano a una coltre di nebbia. La parola “Hanagasumi” evoca tutta la poesia e la suggestività di quell’immagine flou, impregnata di accenti onirici.

 

 

Hanafubuki

Un altro termine che rimanda al meteo: quando il vento è molto forte, fa volteggiare vorticosamente i sakura che cadono dai rami. Sembrano fiocchi di neve nel pieno di una bufera. Anche questa immagine risulta estremamente pittoresca ed evocativa.

Sakurafubuki

Ha più o meno lo stesso significato della parola precedente: sta ad indicare la “tempesta” di fiori di ciliegio prodotta da un vento sferzante che libra nell’aria i loro petali.

 

 

Hanabie

Rimaniamo focalizzati sul meteo, prendendo in prestito questo termine dalla poesia giapponese. Si parla di Hanabie quando all’improvviso, una volta che la Primavera è arrivata e i fiori di ciliegio sono già sbocciati, l’Inverno torna a colpire con tutta la sua irruenza e ricopre i ciliegi di neve: un colpo di coda che non è poi così infrequente.

Hatsuzakura

Sono i primi sakura sbocciati in Primavera, quelli che danno il via al rito dell’Hanami ma non solo: i giapponesi li immortalano in foto e video, li decretano protagonisti di servizi televisivi e giornalistici…Rappresentano un vero e proprio evento anticipato da previsioni meteo relative alle date delle fioriture in ogni città.

 

 

Hazakura

Corrisponde al periodo in cui, quando tutti i fiori sono caduti, sul ciliegio iniziano a spuntare le prime foglie. Foglie che si infittiscono man mano che arriva l’Estate. Inizia un nuovo ciclo: la magia primaverile è terminata, i sakura vengono sostituiti dal fogliame. La natura, come sempre, fa il suo corso.

 

 

Hanamizake

Se rileggete questo articolo, troverete molte informazioni sul rito dell’Hanami. E scoprirete che il saké, la bevanda nazionale giapponese, è una delle più bevute durante gli interminabili picnic sotto le chiome dei ciliegi in fiore. Si parla di Hanamizake ogni qualvolta dei petali di sakura, cadendo dal loro ramo, finiscono in una ciotola ricolma di saké.

 

 

Sakura zensen

Il Japan Meteorological Corporation comunica ai giapponesi le date in cui, ogni anno, i ciliegi fioriranno  nelle città principali del paese. I sakura, infatti, sbocciano prima nel sud del Sol Levante, dove le temperature sono più calde, e successivamente nel nord, dove il clima è decisamente più rigido. Le fioriture, dunque, seguono un ipotetico asse che dal sud (Kyushu) si muove verso nord (Hokkaido): ecco il concetto che si associa al sakura zensen.

 

 

Quando ammirare le fioriture in alcune città giapponesi

A proposito di sakura zensen: se prevedete di viaggiare in Giappone, segnatevi le date delle fioriture nelle città che vi indico qui di seguito.

  • Tokyo ⇒ fioritura il 24 Marzo, piena fioritura il 30 Marzo
  • Osaka ⇒ fioritura il 29 Marzo, piena fioritura il 5 Aprile
  • Nagoya ⇒  fioritiura il 26 Marzo, piena fioritura il 4 Aprile
  • Nagano ⇒  fioritura il 10 Aprile, piena fioritura il 15 Aprile
  • Aomori ⇒ fioritura il 18 Aprile, piena fioritura il 22 Aprile
  • Fukuoka ⇒fioritura il 26 Marzo, piena fioritura il 4 Aprile
  • Hiroshima ⇒ fioritura il 27 Marzo, piena fioritura il 6 Aprile
  • Kyoto ⇒ fioritura il 28 Marzo, piena fioritura il 6 Aprile
  • Kanazawa ⇒ fioritura il 3 Aprile, piena fioritura il 9 Aprile
  • Sapporo ⇒ fioritura il 26 Aprile, piena fioritura il 30 Aprile

 

Foto via Pexels e Unsplash

 

Sakura

 

“Il fiore di ciliegio non mi pare che cada presto: il cuore umano, invece, muta senza aspettare il vento.”
(Ki No Tsurayuki)

 

Di cosa parleremo, a brevissimo, su MyVALIUM? Sì, avete indovinato: parleremo di Sakura, in giapponese “fiori di ciliegio”. Per saperne di più, stay tuned su questo blog.

 

Aprile, il look del mese

 

Per rappresentare Aprile, scegliere il rosa e un tripudio di fiori non è scontato: la Primavera ispira leggerezza, si associa ai colori tenui e allo spettacolo della fioritura. Questo abito di Ermanno Scervino concentra in sè tutti gli elementi sopra citati. Ha una gonna ad anfora ma fluida, in impalpabile chiffon, che danza con i movimenti del corpo. Il corpetto, aderente, ha un accenno di scollatura a cuore ed è cosparso di applicazioni floreali che si insinuano anche tra le pieghe dello chiffon. Sotto le applique di fiori, un ricamo ne riproduce le fattezze sulla trasparenza del tessuto.

 

 

Il colore dell’abito non poteva che essere il rosa, più carico per il bustino e decisamente etereo per la gonna “danzante”. Dopotutto, è tempo di Hanami: in Giappone il rito di ammirare i ciliegi in fiore è in pieno svolgimento, e il rosa è il colore che lo contraddistingue. Rosa come i sakura del Paese del Sol Levante, dunque, rosa come la Primavera. E a completare questo look, non a caso, sono dei sandali con un tacco vertiginoso e un altissimo plateau. Il colore? Rosa, naturalmente. Per celebrare la tonalità più magica che inaugura la bella stagione.

 

 

Hanami

 

“Cadono i fiori di ciliegio sugli specchi d’acqua della risaia: stelle, al chiarore di una notte senza luna.”

(Yosa Buson)

Sono molteplici, gli haiku giapponesi che celebrano i fiori di ciliegio: il sakura, fiore nazionale, è protagonista dell’ evento più caratteristico, più spettacolare della cultura e della tradizione nipponica. Narra un’antica leggenda che, in origine bianchi, i petali di ciliegio fossero divenuti rosa dopo che un imperatore ordinò che sotto le loro fronde fiorite venissero seppelliti dei valorosi Samurai caduti in battaglia. Da allora, dopo che gli alberi ne ebbero assorbito il sangue, la loro tonalità cambiò per sempre e furono assunti a simbolo dello splendore e della caducità dell’esistenza. Il ciliegio, che al momento della fioritura espande i suoi petali creando impalpabili nuvole rosa, esprime in quel preciso istante tutta la sua meraviglia: una meraviglia di breve durata, legata ad un’ intensa ma fragile, effimera bellezza. Esattamente come la vita è un dono magnifico ma precario, destinato ad appassire, senza facoltà alcuna di mantenere la sua sfolgorante grazia. In tutto il Giappone l’ Hanami, dal significato letterale di ‘guardare i fiori’, è un fenomeno che viene accuratamente pianificato durante il corso dell’ anno: già alla fine dell’ inverno, l’avanzamento dello sbocciare dei fiori e gli aggiornamenti sulla fioritura vengono seguiti con attenzione ed estremo interesse dalla popolazione, costantemente mantenuta updated da notiziari e tg.

 

 

La Primavera rappresenta il culmine di questa fibrillazione: al fiorire dei ciliegi, in aprile, la tradizione vuole che i giapponesi srotolino lunghe stuoie azzurre sotto gli alberi fioriti e che, sotto la splendida ‘tettoia’ di corolle, si dedichino a un relax conviviale che include il sorseggiare sakè, la conversazione, la contemplazione della natura e l’assaggio di delizie quali il sakura mochi, dolcetti a base di riso tinti prevalentemente di bianco e rosa. La notte diviene un momento ancora più magico, grazie alla luce soffusa delle lanterne di carta e al bagliore lunare: propizia il romanticismo e il ritrovo degli innamorati. Momenti di assoluto incanto che godono, nell hic et nunc, della magnificenza floreale senza pensare al prossimo futuro, alle giornate in cui i petali si staccheranno poco a poco dai rami lasciando svanire l’affascinante malia dell’ Hanami. Un fenomeno naturale, visto con serenità se pensiamo che, nell’ ottica dei kamikaze, persino il suicidio viene paragonato alla caduca grazia dei fiori di ciliegio: “Se solo potessimo cadere come fiori di ciliegio in primavera, così puri, cosi luminosi” recita l’ haiku di un soldato ventiduenne. Un concetto che ribadisce, in sè, tutta l’assoluta poesia racchiusa tra i petali di quello che Yukio Mishima definisce “Il fiore per eccellenza.”