Il luogo: Natale a Tallinn, viaggio a ritroso in un Medioevo da fiaba

 

I tetti, le strade e le piazze abbagliano con il loro candore: la neve continua a scendere, impregnando lo scenario – fiabesco già di per sè – di un’ incantevole magia natalizia. I pub e i ristoranti sono affollati a qualsiasi ora, è sempre il momento ideale per sorseggiare un bicchiere di vin brulé o sorbire una cioccolata in tazza. Luci scintillanti, luminarie e candele decorano il reticolo di viuzze del centro storico medievale. Inoltrandosi nei vicoletti lastricati di ciottoli, dove si alternano bar, caffè e negozi di ogni genere, si può raggiungere la piazza dell’ Antico Municipio: lì, uno straordinario mercatino natalizio (nel 2019 è stato eletto il più bello d’Europa) ricrea le suggestive atmosfere dell’ “età di mezzo”. I venditori indossano costumi che risalgono a quell’ epoca e le bancarelle, numerosissime, sfoggiano una mercanzia che esalta il fascino dell’artigianato tipico. Al centro della piazza svetta un imponente albero di Natale, sontuoso nello sfavillio di luci da cui viene impreziosito. Ci troviamo a Tallinn, la capitale dell’ Estonia: non è un caso che la sua Città Vecchia Medievale, nel 1997, sia stata proclamata Patrimonio dell’ Umanità Unesco.  La più antica capitale del Nord Europa si affaccia sul Mar Baltico ed è situata circa 80 km a Sud di Helsinki. La particolare posizione geografica dell’ Estonia, confinante a Est con la Russia, a Sud con la Lettonia e a Nord con il Golfo di Finlandia, fa di Tallinn un crocevia di culture. Il centro storico conserva le sue antiche vestigia medievali, ma nell’area moderna della città emergono tracce risalenti alla Russia Imperiale e all’ ex Unione Sovietica. Sulla zona del porto, prevalentemente ristrutturata, aleggia invece un mood più che mai contemporaneo.

 

 

E’ superfluo dire che, a Natale, il fulcro della città sia il centro storico. Addentrarsi nelle sue viuzze equivale a immergersi a capofitto nelle atmosfere del XV secolo: Tallinn conserva la Città Vecchia con estrema cura, l’aria del Medioevo si respira ovunque. Lo stile degli edifici, l’ interno dei ristoranti e dei negozi…tutto mantiene un’ impronta d’altri tempi. Quest’ anno, il periodo natalizio è stato inaugurato il 25 Novembre e si concluderà l’8 Gennaio del 2023. In Estonia, infatti, il 7 Gennaio si festeggia il Natale Ortodosso. Il “Tallinna Jouluturg”, ovvero il mercatino di Natale, ha luogo in Raekoja Plats, la piazza dell’ Antico Municipio. In questa splendida location quattrocentesca, miriadi di bancarelle espongono una mercanzia che spazia dai dolci all’ artigianato tipico passando per i souvenir locali: biscotti al pan di zenzero, maglioni variopinti e guanti lavorati ai ferri, tessuti realizzati manualmente, candele, oggetti in legno, gioielli impreziositi dall’ ambra del mar Baltico (anche detta “oro del Baltico”)…Non mancano prodotti che deliziano il palato come i crauti, l’Aspic (una gelatina di carne), i sanguinacci, le ostriche e il caviale nero. E’ possibile annaffiare il tutto con una tazza di vin brulè, bevanda-icona del mercatino. Imperdibile una visita alla casa di Babbo Natale, affiancata da una buca delle lettere dove grandi e piccini inviano la propria “wishlist” di regali al vecchio dalla barba bianca.

 

 

Una giostra soddisfa la voglia di divertimento dei più piccoli, mentre un palco gigantesco viene riservato ai concerti, agli spettacoli e alle esibizioni di artisti estoni o internazionali. Quest’ anno, però, si è preferito rinunciare agli eventi “on stage” privilegiando la Città Vecchia e i suoi angoli d’incanto: il centro storico è un museo a cielo aperto che offre l’ opportunità di vivere un’esperienza multisensoriale. Vista, udito, gusto e olfatto si fondono tra loro per regalare emozioni irripetibili. La suggestività delle viuzze, la prelibatezza della cucina tradizionale, i sentori di cannella e pan di zenzero che si insinuano nell’aria, le esibizioni degli artisti di strada…Tutto contribuisce a rendere indimenticabile il Natale 2022 di Tallin. Sempre nella Città Vecchia, in via Vene, è possibile ammirare una mostra di presepi che si snoda lungo l’ intera strada. Sono realizzati dagli autori più disparati: adulti, giovanissimi, scolaresche (per fare solo qualche esempio), e vengono esposti sulle finestre che fiancheggiano la via. Se invece desiderate vedere il presepe più grande allestito in città, potrete trovarlo nel cortile della Cattedrale di Pietro e Paolo.

 

 

Ma la città di Tallinn vanta anche un’altra particolarità: è la patria dell’ albero di Natale. Il primo albero di Natale, secondo una leggenda, fu realizzato a Tallinn nel 1441. Pare che quell’ anno un abete altissimo venne posizionato al centro di Raekoja Plats. La tradizione voleva che i single danzassero tra loro attorno all’ albero al fine di trovare l’anima gemella. L’usanza prevedeva anche che, successivamente, all’ albero venisse dato fuoco. Da allora, gli abeti cominciarono ad essere addobbati ogni Natale con un tripudio di lucine e di candele. Tallinn fece della tradizione dell’ albero un’ eccellenza del suo Natale. L’ allestimento del grande abete in Raekoja Plats divenne una vera e propria cerimonia, la cui importanza si accrebbe di anno in anno. Nel 1771, l’ Imperatore di Russia Pietro Il Grande in persona partecipò al rito di posizionamento dell’ albero di Natale. Come potremmo descrivere, oggi, l’albero di Natale più celebre di Tallinn?

 

 

C’è innanzitutto da dire che diversi alberi di Natale adornano le vie e le piazze di questa magica città. L’ albero principale, naturalmente, è quello allestito in Raekoja Plats: un abete alto ben quindici metri, maestoso, arricchito da miriadi di luci e decorazioni. Il colore dominante è l’oro, declinato in oltre 300 sfere di svariate dimensioni e festoni luminosi che raggiungono, in totale, i 3,7 chilometri di lunghezza. L’ albero di Natale della piazza dell’ Antico Municipio è collocato proprio al centro del mercatino natalizio e lo sovrasta in tutto il suo splendore.

 

 

Cosa vedere a Tallinn, oltre al suo tradizionale mercatino? Rimanendo entro i confini della Città Vecchia, nominata (come vi ho già detto) Patrimonio dell’ Umanità Unesco, visitare il Municipio è tassativo. Risalente al XIII secolo, edificato in stile gotico, è sormontato da una torre seicentesca di ben 64 metri d’altezza. L’ Antico Municipio si affaccia su Raekoja Plats; nei suoi spazi vengono organizzati concerti, mostre ed eventi di ogni tipo. All’altro lato della piazza, la Rarapteek merita un approfondimento: inaugurata nel 1422 e tuttora in attività, è la farmacia comunale più antica d’Europa. Via Vene, la strada dei presepi, può essere considerata un autentico capolavoro architettonico. Costruita nel Medioevo dai mercanti originari della Russia, è sede del Museo Civico di Tallinn. Da non perdere il “passaggio di Santa Caterina”, un suggestivo percorso pedonale medievale in pietra e ciottoli. La cinta muraria della Città Vecchia è senza dubbio un must-see. Le fortificazioni  si snodano per oltre 2 chilometri e sono intervallate da numerose torri: è possibile visitare quelle di Numma, Sauna e Kuldaja. La Hellemann Tower, invece, ospita una galleria d’arte; da questa torre è anche possibile godere di una spettacolare veduta panoramica di Tallinn.

 

 

Foto di copertina by Sergei Zjuganov in Visit Estonia via Flickr, CC BY-NC-SA 2.0

 

Seven Magic Mountains, l’iconica opera di Land Art di Ugo Rondinone nel deserto del Nevada

 

Nel cuore del deserto del Nevada, a circa 30 minuti da Las Vegas, si innalzano pinnacoli in netto contrasto con il paesaggio circostante: sono sette, e a prima vista potrebbero sembrare totem o torri di pietra. I colori, molteplici e fluorescenti, li rendono ancora più impattanti. Ci troviamo davanti a un miraggio? Il nostro sguardo viene catturato immediatamente, la mente comincia a farsi domande. Perchè quelle sette monumentali sculture sono comparse all’ improvviso, in un luogo del tutto inaspettato, e decifrare la loro funzione è quasi imprescindibile. Ecco dunque la risposta: Seven Magic Mountains è una celebre opera di Land Art di Ugo Rondinone. L’ artista, nato in Svizzera nel 1964 e residente a New York, ha inaugurato il suo capolavoro l’ 11 Maggio del 2016 prevedendone la fruizione per due anni; in realtà, i totem variopinti e torreggianti rimarranno nel deserto per molto altro tempo ancora (forse fino al 2027). Il perchè non è difficile da intuire: l’ installazione è diventata iconica, quasi un emblema del paesaggio stesso. Il pubblico accorre a visitarla in massa, tanto più che per vederla non si paga neppure il biglietto. Ma con quale intento è nata e quale è stato il processo di lavorazione di Seven Magic Mountains? Il complesso si trova nel deserto del Mojave, precisamente nella valle di Ivanpah, e sorge su un terreno brullo circondato dalle montagne. A comporre l’ opera sono macigni calcarei sovrapposti verticalmente; si va da un minimo di tre pietre a un massimo di sei. L’ altezza delle “montagne” raggiunge i nove – dieci metri, e ciascun masso è tinto di un colore fluorescente. Osservando le sette creazioni, affiorano indizi di una sacralità primordiale: elementi del Hoodoo di matrice africana, residui totemici dei nativi americani appartenenti alla tribù degli Ojibway.

 

 

Coniugando Land Art e Pop Art, l’ opera in realtà sancisce un connubio tra natura e artificio. La sua realizzazione, che si è avvalsa del contributo di giovani land artist locali, è durata ben cinque anni. Prodotta dal Nevada Museum of Art e dall’ Art Production Fund di New York, Seven Magic Mountains si erge a pochi passi dal lago Jean Dry e fiancheggia l’ Interstate Highway 15 (che attraversa da nord a sud la California, il Nevada, l’ Arizona, lo Utah, l’ Idaho e il Montana). Rondinone ha dichiarato di essere subito rimasto colpito da quel tratto di deserto in cui regnano solo il silenzio e il sole. Ha pensato, quindi, di collocare proprio lì le sue sette montagne magiche, i sette cumuli di pietre accatastate l’una sopra l’ altra. L’ ispirazione riconduce a un tema predominante nel lavoro dell’ artista svizzero, il rapporto tra uomo e natura. Le sue sculture e i suoi dipinti rievocano spessissimo elementi cosmici e naturali: la luna, il sole, l’aria, l’universo…Natura, romanticismo ed esistenzialismo compongono per Rondinone una sorta di triade di riferimento. Da essa scaturisce il dualismo che permea l’ opera situata nel deserto. Le Seven Magic Mountains costituiscono un trait d’union che connette il naturale e l’ artificiale, la sedimentarietà e l’astrazione, la solidità e l’ equilibrio precario, il minimalismo e il romanticismo. Il misticismo, in questo mix, è presente eccome. Soprattutto nel suggerire riflessioni tra la divinità naturale e i simulacri di Las Vegas, a una manciata di chilometri dall’ installazione.

 

 

Le sette sculture, sicuramente, ispirano meditazioni. Pongono interrogativi, esortano a ragionare, a dedurre e a rinvenire collegamenti. Le loro cromie vivaci, le loro forme irregolari e massicce erompono come per magia dal suolo arido del Mojave. Immaginatele mentre si stagliano contro il suggestivo cielo del tramonto…Tra le mille luci di Las Vegas e quella landa solitaria e selvaggia, le Seven Magic Mountains si insinuano come un’ oasi di straordinaria poesia. Dal 2016 in poi, l’ installazione è stata visitata da milioni di persone. Turisti e autoctoni se ne sono innamorati al punto tale da far sì che i due anni inizialmente dedicati alla sua fruizione fossero prorogati. A causa del particolare clima del deserto, tuttavia, i totem sono stati sottoposti a frequenti restauri: i raggi del sole, le temperature – una media di 37 gradi tutto l’anno – e i persistenti venti sabbiosi rappresentano degli ineludibili fattori di danneggiamento. Le vernici utilizzate per tingere i massi, ad esempio, contengono pigmenti eco-compatibili che tendono a scolorire con il tempo. Ogni restauro è stato quindi eseguito nel massimo rispetto sia della salvaguardia ambientale che della presevazione di una delle più prestigiose opere di Land Art degli Stati Uniti da 40 anni a questa parte.